Fischi purissimi, trilli rapidissimi, sequenze ascendenti e suoni apparentemente caotici: ascoltando gli uccelli del pianeta sembrerebbe impossibile trovare una grammatica comune. Un nuovo studio pubblicato su Science suggerisce invece qualcosa di sorprendente.
Quando arriva la sera, nel cervello si accumula adenosina, una sostanza coinvolta nella pressione omeostatica del sonno: più a lungo restiamo svegli, maggiore diventa generalmente la spinta a dormire. La caffeina riesce a occupare i recettori dell’adenosina, in particolare A1 e A2A, riducendo temporaneamente la percezione della sonnolenza. Non elimina però il bisogno biologico di dormire e non restituisce al cervello le ore di riposo perse. È piuttosto come se attenuasse uno dei segnali utilizzati dal sistema nervoso per comunicarci che è arrivato il momento di riposare.
Sotto i nostri piedi potrebbe trovarsi una riserva di idrogeno molto più grande di quanto immaginiamo. Uno studio pubblicato su Nature Communications stima che il nucleo terrestre possa contenere tra lo 0,07 e lo 0,36% di idrogeno in peso: abbastanza da equivalere, in termini di contenuto di questo elemento, a quello presente in 9-45 oceani terrestri.
C’è un motivo per cui il salmone è diventato negli anni una presenza quasi obbligata nelle raccomandazioni dedicate a un’alimentazione sana: è ricco di acidi grassi omega-3 a lunga catena, in particolare EPA e DHA, nutrienti associati a importanti funzioni dell’organismo.
Per capire come il cervello costruisce la realtà, gli scienziati hanno trasformato un esperimento di neuroscienze in qualcosa di molto più familiare: un videogioco di guida.
Ci sono parole che abbiamo imparato a pronunciare sottovoce. La morte. La perdita. La solitudine. La paura. E poi c’è la sofferenza, forse la più difficile da raccontare perché non ha una sola forma e, soprattutto, perché prima o poi ci riguarda tutti.
Sotto la superficie dell’Atlantico opera uno dei meccanismi più importanti del sistema climatico terrestre. È la Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC), una rete di correnti che trasporta acque calde verso nord e riporta acque più fredde in profondità verso sud.
Si chiama rentosertib ed è stato sviluppato per combattere la fibrosi polmonare idiopatica, una grave malattia nella quale il tessuto dei polmoni diventa progressivamente cicatriziale. La particolarità è che sia l’identificazione del bersaglio, la proteina TNIK, sia la progettazione della molecola sono state supportate da sistemi di intelligenza artificiale generativa. Il farmaco aveva già raggiunto un trial clinico randomizzato di fase 2a su 71 pazienti.
C’è un momento, nelle trasformazioni demografiche, in cui un numero smette di essere soltanto un numero. Succede quando una previsione statistica comincia a raccontare qualcosa di molto concreto sulla società che abitiamo, sulle relazioni che costruiamo e persino sul modo in cui immaginiamo il futuro.