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Facebook, Microsoft, YouTube e Twitter uniti contro il terrorismo

Facebook, Microsoft, YouTube e Twitter uniti contro il terrorismoCon il nome di Global Internet Forum di Counter TerrorismFacebook, Microsoft, YouTube e Twitter si impegnano a collaborare allo sviluppo di soluzioni più efficaci, nella ricerca, nella condivisione di tecniche di classificazione dei contenuti e nella creazione di metodi che consentano agli utenti di denunciare, appunto, questi contenuti ritenuti dannosi per il bene pubblico.

Fonte: https://www.tecnoandroid.it/2018/06/25/facebook-microsoft-youtube-e-twitter-uniti-contro-il-terrorismo-369045

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Google e YouTube rafforzano la lotta contro il terrorismo e i contenuti estremisti

Google e YouTube rafforzano la lotta contro il terrorismo e i contenuti estremistiTra le nuove misure, Google e YouTube stanno ora proponendo di fornire ancor più risorse per aiutare a identificare più rapidamente i video relativi agli estremisti e al terrorismo. Inoltre, viene promessa un‘attitudine più rigida per i video che violano le loro politiche: questi, dunque, non saranno monetizzati o raccomandati e non potranno essere commentati o condivisi dagli utenti.

Passaporto elettronico: il suo sviluppo diminuisce le minacce alla sicurezza e le frodi

Passaporto elettronico: il suo sviluppo diminuisce le minacce alla sicurezza e le frodipassaporti elettronici, la cui tecnologia è stata stimolata dalle recenti preoccupazioni terroristiche internazionali, hanno fatto il loro debutto già da alcuni anni. Essi integrano chip smart-card nella parte posteriore della copertina o una pagina speciale che, in genere ospita le informazioni del titolare. Il tutto a seconda del tipo di passaporto.

4 grandi dell’hi-tech contro il terrorismo e gli estremismi

I giganti dei social media – Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft – hanno fatto sapere che stanno formando un gruppo di lavoro per rimuovere contenuti terroristici dalle loro piattaforme. Queste aziende tecnologiche a livello mondiale hanno annunciato la creazione di un Forum Global Internet, sviluppato per contrastare il terrorismo, che li aiuterà a condividere le soluzioni tecniche per rimuovere messaggi terroristici ed estremisti.

Facebook, Microsoft, YouTube e Twitter insieme per combattere il terrorismo

Microsoft, Facebook, YouTube, e Twitter hanno formato una squadra per combattere il terrorismo. Queste piattaforme hanno costituito il Forum Global Internet per contrastare il terrorismo e sarà di aiuto nel rendere i propri servizi “ostili ai terroristi e agli estremisti violenti“.

Le quattro piattaforme, ora, condivideranno dati e risorse per la lotta al terrorismo e svilupperanno nuove tecniche di rilevamento per questo scopo. Questo forum ha anche l’obiettivo di formalizzare e strutturare le aree esistenti e future di collaborazione tra le loro aziende e nutrire cooperazione con le aziende tecnologiche più piccole.

Facebook utilizza l’intelligenza artificiale per combattere il terrorismo

Facebook combatterà il terrorismo con l’intelligenza artificiale. Il confronto e l’analisi degli algoritmi di immagini e dei testi sono alcune strategie di intelligenza artificiale che utilizzerà il social network di Mark Zuckerberg per fermare la diffusione di contenuti terroristici. Questo quanto è stato rivelato da Monika Bickert, Direttore Globale di Gestione dei criteri dei contenuti, e Brian Fishman, Senior Policy contro il terrorismo. In una nota, Facebook ha fatto sapere che “non v’è posto per il terrorismo” e che la società sta lavorando per rimuovere questo tipo di contenuti quando questi vengono rilevati.

Dopo un attacco terroristico, i social media possono fare più danno che bene

Come condividere informazioni su un attacco terroristico sui social media aiuta i terroristi a diffondere il loro messaggio. Facciamo una riflessione. Non è proprio questo che vogliono? Dopotutto, la parola “terrorismo” ha come origine il “terrore”. E sui social media tutto si diffonde. E noi facciamo il loro gioco.

http://federicavitale.com/dopo-un-attacco-terroristico-i-social-media-possono-fare-piu-danno-che-bene/