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Cos’è la nomofobia, come individuarla e guarirne

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La nomofobia è un disturbo che insorge nel 21° secolo, derivato dalla globalizzazione e dai progressi tecnologici che abbiamo sperimentato nel campo della comunicazione. Questo disturbo è definito come la paura di non essere in contatto con lo smartphone.

Quelli che… litigano su Facebook

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Fateci caso: un post o un commento e si avvia un litigio (noioso) che si protrae per ore, commenti e riprese in altri post. Si leggono liti furibonde su Facebook, quando quest’ultimo dovrebbe essere una piazza di svago, il “muretto” moderno dove fare le chiacchiere. Mi chiedo: ma che senso ha? Che senso ha litigare su un social? E come questo litigio trova i suoi strascichi nella vita reale?

Il Grillo (s)parlante e la cultura del machismo

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Bisogna saper comunicare anche la propria difesa di un figlio. Non serve a nulla sbraitare famelico davanti ad una webcam, senza pensare le parole che escono da una bocca piena di rabbia.

Poniamo il caso che il proprio figlio sia accusato di stupro. C’è un video che “incastra” la ragazza. Il figlio è presunto innocente o presunto stupratore. Allo stesso modo, la ragazza è presunta vittima o presunta complice. E’ nell’aggettivo “presunto” la chiave di tutto.

Di quando Giuseppe Conte tornò a parlare sui social

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Questo non è un articolo che tratterà di politica. Questo articolo parlerà della comunicazione politica. Ieri, chi ne era interessato, ha sicuramente seguito il discorso di Giuseppe Conte, intervenuto all’Assemblea del Movimento 5 Stelle. “Sono qui con voi perché ho accettato di cimentarmi in questa sfida“, ha esordito per poi proseguire: “molto complessa ma affascinante: rifondare il Movimento 5 stelle“.

Come è cambiata la comunicazione oggi: tra videoconferenze e videocall

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Chiamiamole video chat, videoconferenze o con il poco entusiasmate call, chiamiamole come ci pare ma il dato è certo: oggi, in tempi pandemici, il modo di comunicare/lavorare/farci compagnia è nettamente cambiato. La videoconferenza può offrire vantaggi immediati, questo è indubbio, e può anche creare un vantaggio competitivo al nostro lavoro. Ma che ci abbia “sconvolto” routine e vita è una garanzia di veridicità.

I Simpson predicono il futuro o studiano la nostra società?

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Image by Diego Alvarado from Pixabay

Per la generazione Z, The Simpsons non è una serie che ha iniziato a predire il futuro proprio nel 2020, quando la pandemia di coronavirus ha colpito il mondo e ci ha rinchiusi tutti in casa. Infatti, è ben noto a chi è più “grande” la serie ha sempre saputo colpire nel segno con i suoi episodi e le rappresentazioni della realtà.

I Neanderthal potevano discernere e produrre parole umane

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Image by David Mark from Pixabay

Neanderthal, gli antenati più vicini degli esseri umani moderni, avevano la capacità di discernere il linguaggio umano e di produrlo, secondo un nuovo studio di un team internazionale multidisciplinare di ricercatori guidato dall’Università di Alcalá (Spagna). Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Nature Ecology and Evolution.

Gestione emotiva: 5 consigli per padroneggiare l’arte dell’ascolto assertivo e comunicare meglio

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Image by Free-Photos from Pixabay

A volte, in un dialogo, anche se siamo aperti all’ascolto, potremmo non capire cosa vogliono dirci le persone o potremmo fare un’interpretazione sbagliata che non coincide con quello che volevano comunicarci. Questo è ciò che l’ascolto assertivo si propone di riparare: la capacità che tutte le persone possono sviluppare per migliorare in modo significativo la comunicazione, come uno degli strumenti essenziali dei legami interpersonali.

Studio rivela come abbandonare una conversazione noiosa con eleganza

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Photo by Priscilla Du Preez on Unsplash

Parli con qualcuno per 20 minuti, ma la conversazione è diventata stantia già dopo 5 minuti. Ti guardi intorno nella stanza, alla disperata ricerca di una via di fuga da questo noioso dialogo, ma non riesci a trovare un modo educato per andartene. Sospiri. Rimani fermo, scegliendo di sopportare la conversazione anziché essere scortese e andartene. Ecco, quello che già avevi ipotizzato oggi è supportato dalla ricerca: le conversazioni raramente finiscono quando le persone lo desiderano.

Chi parla come un leader dovrebbe eliminare queste parole dal suo vocabolario

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Quello che diciamo e come lo diciamo ha senza dubbio un effetto su chi ci circonda. Quindi, negli anni abbiamo imparato l’importanza dell’oratoria e della retorica quando comunichiamo con gli altri. O, almeno, avremmo dovuto. Ed è senz’altro così per alcuni, ma non per tutti. Essere un leader non significa dare ordine, quello lo fa il capo che demanda e non vuole sporcarsi le mani. E’ quello che parla in prima persona singolare, dimenticando una ben più importante prima personale plurale.

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